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Visualizzazione dei post da Novembre, 2017

Università di Padova, Aula Magna, 9 novembre 1943

di Ilaria Romeo responsabile Archivio storico CGIL nazionale



Il 9 novembre 1943, in occasione dell’apertura dell’Anno accademico, Concetto Marchesi lancia agli studenti dell’Ateneo di Padova e a tutti i giovani italiani un appello a prendere le armi contro il fascismo e contro l’oppressione nazista(da leggere, oggi più che mai!). Un gesto senza precedenti, che avrà un’enorme risonanza in tutte le Università dell’Italia occupata. 

Fra i giovani che ascoltano Marchesi si riconosce un giovanissimo Bruno Trentin, che anni dopo così ricorderà l’accaduto:
“Un episodio che mi ha molto colpito e mi ha segnato per un lungo periodo, come giovane francese arrivato in un paese per me ancora sconosciuto come l’Italia, è stato l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Padova nel novembre del 1943; io ero già nella clandestinità con mio padre, quindi siamo arrivati all’Università mischiandoci fra gli studenti, ma evitando proprio di figurare in qualche modo, dato che l’ateneo era pieno di p…

Via le truppe italiane dalla Spagna, di Ilaria Romeo

Nel marzo 1937 sul campo di Guadalajara gli italiani si fronteggiano in Spagna su due fronti opposti: le forze della Seconda Repubblica Spagnola e delle Brigate Internazionali da una parte, i nazionalisti di Franco della Divisìon Soria affiancati al Corpo Truppe volontarie italiane dall’altra. 
Scrive Giuseppe Di Vittorio (Nicoletti), commissario politico della XI Brigata internazionale su «l’Unità» (a. IV, n. 4):
“E’ l’ora di agire! Come é stato pubblicato su tutta la stampa estera, e come la stessa stampa fascista ha implicitamente riconosciuto, quando ha dichiarato che le divisioni operanti sul Guadalajara erano quelle stesse che avevano occupato Malaga, l’attacco fascista sul Guadalajara è stato scatenato unicamente dalle divisioni dell’esercito regolare italiano, potentemente armate e munite di quell’attributo della «civiltà» fascista che è rappresentato dalle brigate speciali di gas e d’iprite! Ancora una volta, dunque, Mussolini ha calpestato cinicamente tutti i trattati, tutte l…

Lama - Di Vittorio, un rapporto speciale, di Ilaria Romeo

Il rapporto tra Lama e Giuseppe Di Vittorio è un rapporto molto speciale, nato nel 1945 quando il giovanissimo Luciano partecipa - in qualità di segretario della Camera del lavoro di Forlì - al Congresso nazionale della Cgil a Napoli.
“Ricordo il freddo gelido della sala dove ci riunimmo - racconterà nel 1979 a «Panorama» - Venimmo in due: Nino Laghi e io. Altri due compagni vennero da Bologna e al ritorno, nel ripassare le linee, furono uccisi”.
Il successivo Congresso di Firenze, il primo della Cgil dopo la Liberazione, si svolge dal 1° al 7 giugno 1947.  “Di Vittorio gioca con sorprendente spregiudicatezza la sua carta - scriverà Giancarlo Feliziani in Razza di comunista. La vita di Luciano Lama (Editori Riuniti, 2009) - In queste giornate di lavoro avvicina a più riprese Luciano Lama, giovanissimo e ignoto segretario di Camera del lavoro, lo stimola, lo lascia parlare, lo ascolta, presta attenzione alle sue parole, ma in realtà ha già deciso:  gli proporrà di diventare vice segreta…

Giuseppe Di Vittorio nelle parole di Bruno Trentin, di Ilaria Romeo

Nato nel 1926 in Francia, partigiano, azionista, passato successivamente nelle fila comuniste e dottore in giurisprudenza, Trentin entra giovanissimo, chiamato da Vittorio Foa, nell’Ufficio studi confederale.
Qui conosce Di Vittorio, di cui apprezza sia la dimensione umana (l’autenticità, la curiosità, l’onestà, la disponibilità all’autocritica), sia la statura politica e l’idea originale del sindacato come soggetto politico autonomo e plurale, espressione della volontà delle masse più povere e diseredate di liberarsi da ogni forma di sfruttamento.
La sua morte, nel 1957, segna profondamente il giovane Trentin, che in proposito scriverà alla sorella Franca: 
“Mia Franchina, dopo un lungo silenzio posso scriverti e tramite te anche a Mario.  Quest’ultimo periodo è stato convulso e sconvolgente, per me. Prima, il Congresso di Lipsia, con tutte le discussioni e le battaglie che ha comportato. Poi una serie di riunioni e di conferenze in Italia – compresa la commissione elettorale del partit…