mercoledì 27 luglio 2016

Luciano Lama al Congresso del 1949

Un altro argomento che mi sono riservato di trattare e a cui ho già accennato è quello della necessità di sviluppare una buona politica di quadri nell’organizzazione. Non vorrei che i giornalisti presenti si adontassero per questa parola: politica di quadri. Cosa vuol dire secondo noi fare una buona politica di quadri? Significa facilitare l’ascesa dei quadri migliori, dei dirigenti migliori. Significa selezionare quei lavoratori che nelle lotte si dimostrano i più combattivi, i più fedeli alla causa della classe operaia e si dimostrano disposti ad affrontare maggiori sacrifici perché, si può essere certi che il quadro sindacale che esce dalla lotta, che s’improvvisa dirigente – perché questo è il fenomeno naturale che avviene – il dirigente che viene fuori dall’agitazione e dallo sciopero in un momento particolare di difficoltà, è disposto a fare dei sacrifici ed è fedele alla causa dei lavoratori. Questo dirigente è un dirigente che non tradirà. Il primo requisito dei dirigenti sindacali deve essere proprio questo: la fedeltà alla causa dei lavoratori, la certezza per i lavoratori che questo uomo potrà sbagliare, potrà commettere errori, ma non potrà tradire. Questo è l’obiettivo primo da raggiungere con una buona politica di quadri. Ma non basta.  Non basta perché i dirigenti sindacali emergono nella lotta, ma non si completano nella lotta. Per completare la preparazione dei dirigenti sindacali occorre che essi svolgano attività concreta nei Sindacati. Il dirigente sindacale non lo si fa al tavolino ma nella lotta e nell’attività sindacale. E’ necessario quindi che gli uomini che vengono fuori, come dicevo, dalla lotta, siano aiutati in modo che, svolgendo attività sindacale possano essere messi nelle condizioni di diventare veramente dei buoni dirigenti. Perché un quadro sindacale sia completo è necessario anche che esso acquisisca quelle conoscenze che l’attività di ogni giorno difficilmente gli può dare. Ecco perché sarebbe opportuno che la Confederazione del Lavoro, che le maggiori Camere del Lavoro e le maggiori Federazioni di categoria istituissero delle scuole sindacali. Non dovrebbero essere soltanto scuole nelle quali si impara la tecnica del contratto di lavoro, ecc. Queste scuole dovrebbero insegnare ai quadri sindacali la storia del movimento sindacale, le tradizioni gloriose del movimento sindacale italiano ed internazionale e dovrebbero insegnare anche una cosa che sta scritta nel primo articolo dello Statuto della Confederazione del Lavoro: l’obiettivo finale, lo scopo finale della CGIL è quello di realizzare una nuova società. Noi dobbiamo fare sì che i dirigenti sindacali sappiano queste cose, le debbono sapere in modo che non si immergano completamente nel praticismo di ogni giorno, e perdano di vista questi che sono gli obiettivi finali [...]

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