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Buon anno a tutti voi, fratelli lavoratori d’Italia!

Pubblichiamo un articolo di Giuseppe Di Vittorio, apparso su «l'Unità» del 30 dicembre 1950, con il quale il Segretario della CGIL augurava buon anno a tutti i lavoratori italiani.

"Alla soglia del nuovo anno, la Segreteria della CGIL, invia a voi tutti, compagni ed amici lavoratori d’Italia, il suo saluto augurale e fraterno. Nell’anno decorso, in una situazione economica praticamente stagnante ed in una situazione generale aggravata, la vostra grande Confederazione unitaria, forte dei suoi cinque milioni di iscritti, si è battuta strenuamente, per difendere e migliorare le vostre condizioni di vita economiche e morali, per difendere il vostro lavoro, per combattere la piaga della disoccupazione, per esercitare la sua funzione di stimolo attivo allo sviluppo economico ed al progresso sociale dell’Italia, per conquistare la maggiore tranquillità possibile per le vostre famiglie. Pur avendo la coscienza di aver compiuto con tenacia ed ardore il proprio dovere, e d…
Il lavoro è un diritto

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Contratto Itala-Fiom

3 dicembre 1906: viene firmato ufficialmente a Torino il contratto collettivo tra la Società automobilistica Itala e la FIOM.  Si tratta di uno dei primi significativi esempi di accordo collettivo in Italia.  Esso sancisce il riconoscimento delle Commissioni interne, dei minimi salariali, delle 10 ore giornaliere (su 6 giorni settimanali), della clausola del “closed shop” per l’assunzione dei lavoratori iscritti al sindacato, il quale funge da ufficio di collocamento.
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Nives Gessi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo gli atti del convegno 'Nives Gessi dirigente sindacale', Ferrara, 17 ottobre 1995, a cura di Valentina Vecchiattini, Coordinamento donne Spi Cgil Ferrara

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Lettere scarlatte. Gaetano Salvemini a Giuseppe Di Vittorio

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La Resistenza in convento

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Il laureato

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di Ilaria Romeo responsabile Archivio storico CGIL nazionale

Bruno Trentin è stato il segretario “intellettuale” della Cgil, Guglielmo Epifani ha diretto l’Esi, ma probabilmente in pochi sapranno che anche Luciano Lama era dottore in Scienze politiche!
Lama si iscrive alla Cesare Alfieri di Firenze nel 1939 e da disertore, perché ufficiale che non rispose alla chiamata della Repubblica di Salò, discute la tesi di laurea (‘Case coloniche della mezzadria classica in Romagna’) nel 1943 con il nome di battaglia Boris Alberti (la laurea gli sarà consegnata anni dopo dal Rettore di Firenze Piero Calamandrei). 
L’Archivio storico dell’Università degli studi di Firenze conserva il fascicolo studente di Luciano Lama con  iscrizioni, verbali di esame, diploma di maturità scientifica, verbale dell’esame di laurea; il nome di Lama è presente inoltre nel Registro delle carriere degli studenti, dove è riassunta in sintesi la sua carriera. 
Sia il fascicolo che il Registro della carriera sono disponibili…

Il fantastico mondo degli archivi

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