giovedì 22 settembre 2016

Luciano Lama. Il sindacalista che parlava al Paese

Il 31 maggio 1996 muore a Roma Luciano Lama, giovane partigiano protagonista della stagione fondativa della democrazia italiana, dirigente sindacale e uomo di sinistra, costruttore del sindacato e della Repubblica.

Ricordarlo a venti anni dalla scomparsa per la CGIL non è soltanto un atto dovuto verso un dirigente che ha guidato l’organizzazione per sedici anni dal 1970 al 1986, ma un’occasione di riflessione sul nostro passato e sul nostro futuro.

Lama infatti rappresenta la generazione della Resistenza, e il periodo della sua Segreteria - dall’Autunno caldo al referendum sulla scala mobile con la fine dell’unità sindacale e la crisi del PCI - vede il punto massimo del potere del sindacato e nello stesso tempo il suo ripiegamento di fronte all’avanzare delle ideologie neoliberiste.

Fra i principali artefici dell’intesa unitaria, strenuo sostenitore dell’unità sindacale e ideatore del Patto federativo dopo che le speranze dell’unità organica erano state momentaneamente accantonate in seguito alla vittoria del centro-destra nelle elezioni politiche anticipate del maggio 1972, la sua Segreteria è la più lunga nella storia ultracentenaria della CGIL.

Arrivato al vertice della Confederazione poche settimane dopo la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, Lama vive con la massima fermezza possibile - dalla bomba di Piazza della Loggia a Brescia a quella alla stazione di Bologna, dall’omicidio di Moro a quello di Guido Rossa - la stagione dello stragismo prima e del brigatismo dopo.

Al centro della scena pubblica per più di cinquanta anni, Lama sa come coniugare le forme più classiche della mobilitazione sindacale con i linguaggi della politica nella società di massa, attraverso una presenza efficace tanto nelle lotte operaie quanto nella comunicazione politica.

La mostra Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese, curata da Giancarlo Pelucchi e Ilaria Romeo, fortemente voluta dalla CGIL nazionale e realizzata da quest’ultima assieme al suo Archivio storico, alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e alla Associazione Luciano Lama, con la preziosa collaborazione dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), rappresenta di fatto una biografia per documenti ed immagini dal forte impatto visivo, capaci di far rivivere i principali snodi della storia di Luciano Lama e della CGIL nell’Italia repubblicana e nell’Europa del secondo dopoguerra.

Cinque sono i focus principali, declinati attraverso 20 pannelli 200*84 cm ed un volume 24*28 cm in carta patinata opaca: Gli anni della formazione e la Resistenza; Da Forlì a Roma; La Segreteria generale; L’impegno istituzionale; Le passioni.

Dai documenti spesso inediti riprodotti, emerge quello spirito di ricerca che permarrà in Lama tutta la vita, spirito di ricerca e volontà di conoscenza che a volte lo faranno parzialmente discostare dalla ortodossia del Partito e dalla dottrina tradizionale comunista.

I documenti ci restituiscono un Lama sotto certi aspetti inedito, raccontandoci di un uomo riservato e a volte schivo, dalla immensa personalità e carica umana: un uomo circondato di vero affetto, amato da compagni e lavoratori, stimato dagli avversari come avversario duro ma leale.

La mostra, inaugurata il 27 maggio a Lecce nel corso delle giornate del lavoro della CGIL, sarà allestita nel corso del 2016 nelle città protagoniste della biografia di Lama: Forlì, Cesena, Roma, saranno solo alcune delle tappe del suo percorso.

Fra le ‘chicche’ selezionate segnaliamo la copia originale dell’atto di nascita di Luciano Luigi Giuseppe, la foto di Lama a 5 mesi e quella da bambino con il fratellino Lelio, i compagni di classe e le maestre a Forlimpopoli, il foglio matricolare dell’esercito, le lettere dalla base negli anni della Segreteria (tra cui un ‘Inno a Lama’ musicato sulle note dell’Inno di Mameli ed una richiesta: “Non dimetterti! Anche perché sei bellissimo!”), le caricature, i ritratti, le foto con Di Vittorio e, entrambi giovanissimi, Berlinguer, l’immagine della festa dell’Unità di Forlì del 1986 che ritrae Lama e Renzo Arbore mentre cantano insieme la canzone popolare romagnola Bèla Burdèla fresca e campagnola.

E ancora si è scelto di riprodurre i testi dei discorsi di Lama durante la stagione, terribile, dello stragismo prima e del brigatismo poi, il suo impegno unitario ed il commovente addio alla CGIL nel 1986, le testimonianze relative alle sue passioni per le carte, la pipa, la musica lirica, il calcio. 

Quella che si è cercato di offrire allo spettatore è un’immagine di Lama a tutto tondo dalla giovinezza all’età adulta, dal pubblico al privato, presentando tutte le sfaccettature di una persona (e di una personalità) complessa, cui il sindacato e l’Italia devono molto.

mercoledì 31 agosto 2016

LEGGI I DOCUMENTI

Circolari 18 giugno 195120 novembre 195127 febbraio 1952 (I, II e IV Corso scuola centrale)
Risoluzione organizzativa del Congresso di Napoli (1952), I Congressi della CGIL, III Congresso, p. 245
Programmi e relazione di attività della Scuola centrale sindacale Giuseppe Di Vittorio (1952-1954), in Atti e corrispondenza 1954, bb. 1-2, fasc. 5 bis
Relazione sull’attività dei corsi tenuti dalla scuola sindacale G. Di Vittorio per gli anni 1956 e 1957, programma del corso interregionale Abuzzi-Molise e Campania e giudizi sugli allievi; corrispondenza con le Camere del lavoro delle province interessate, in Atti e corrispondenza 1957, b. 5, fasc. 102
La formazione dei quadri sindacali, allegato alla circolare n. 1800 del 29 ottobre 1960
Organizzazione di corsi di formazione da parte di camere del lavoro e federazioni di categoria; invio di dispense e opuscoli; note informative sui corsi svolti. Si segnala: note informative sui corsi, con elenco dei partecipanti, di cui viene indicata la categoria di appartenenza e il ruolo, i temi affrontati e una breve sintesi dei lavori, in Atti e corrispondenza 1961, b. 3, fasc. 87
Comunicazioni diverse sui corsi per attivisti in svolgimento presso la Scuola centrale sindacale e la scuola sindacale attivata dalla Società umanitaria presso un centro residenziale di Meina; note informative sui corsi e elenchi nominativi dei partecipanti per gli anni 1962 e 1963; dispense didattiche (datt., ms., cicl., fotografie), in Atti e corrispondenza 1962, b. 5, fasc. 91
Invio di programmi, relazioni ed elenchi dei partecipanti ai corsi di formazione sindacale provinciali; note informative sullo svolgimento dei corsi presso la Scuola centrale; materiale di documentazione; relazione sull’attività di formazione quadri per l’anno 1963. Le note informative sui corsi, tutte a firma Carlo Sazio, riportano il numero dei partecipanti, la provenienza, l’età e l’appartenenza per corrente sindacale e per categoria; indicano inoltre le relazioni svolte durante il corso e una breve descrizione del dibattito, in Atti e corrispondenza 1963, b. 3, fasc. 86
Nota sull’attività svolta dalla Cgil per la formazione dei quadri sindacali nel 1963 e linee di programma 1964, in Atti e corrispondenza 1964, b. 1, fasc. 3 bis
Nota sull’attività svolta dalla Cgil nel 1964 per la formazione e l’aggiornamento dei quadri sindacali e linee del programma per il 1965, in Atti e corrispondenza 1964, b. 4, fasc. 99
Attività formativa province, in Atti e corrispondenza 1965, b. 10, fasc. 104
Appunti per un’informazione sulla costruzione della scuola nel Conto preventivo e consuntivo finanziario e patrimoniale 1966, in Ufficio amministrazione, b. 5, fasc. 23
Documentazione eterogenea e lacunosa sulla ristrutturazione dello stabile sede della Scuola sindacale: preventivi per fornitura di attrezzature, progetti di ristrutturazione, contenzioso con le aziende fornitrici). L’unità è divisa in undici sottofascicoli: a) Attrezzature scuola; b) Progetto aula e preventivi; c) Impianto elettrico anfiteatro; d) Lavori vari di sterro, pavimentazione, etc.; e) Stuccatura e plastificazione mura esterne; f) Fornitura di cucine; g) Sip. Telefoni; h) Comune di Ariccia. Fornitura di acqua; i) Lavori anfiteatro e varie; l) Vertenza Ferrante; m) Inventario 1969, in Ufficio amministrazione, b. 81, fasc. 59
Circolare 3 maggio 1967 su finanziamenti esterni
Corrispondenza e comunicazioni con camere del lavoro e federazioni di categoria per la partecipazione di militanti e dirigenti ai corsi di formazione sindacale; piani di studio, relazioni di attività sui corsi, elenchi di partecipanti; comunicazioni diverse. Si tratta del fascicolo Affari generali della sottoclasse 02. Si segnala: “Nota sui problemi di formazione” dei braccianti, s.d.; “Progetto di programma del II Corso bimestrale Cgil”, s.d.; “Relazione sull’attività formativa Cgil nel 1967”, s.d., in Atti e corrispondenza 1967, b. 1, fasc. 3
Comunicazioni e corrispondenza con le camere del lavoro di riferimento dei partecipanti; circolari confederali, materiale di lavoro, schede degli allievi. Si segnala: «60 giorni», a cura degli allievi del corso sindacale di Ariccia, 22 mar. 1967, in Atti e corrispondenza 1967, b. 1, fascc. 4-6
Richieste finanziamenti Ministero pubblica istruzione, in Atti e corrispondenza 1968, bb. 2-3, fasc. 4
Circolare del 26 aprile 1968 sui corsi vacanza per i giovani (lavoro e svago)
Trasmissione di tabelle riepilogative sui corsi di formazione svolti dalle varie camere del lavoro; elaborazioni sul triennio 1966-1969, in Atti e corrispondenza 1968, b. 3, fasc. 5
Corrispondenza con la Confederazione generale somala del lavoro per la partecipazione di sindacalisti somali ad un corso di formazione sindacale presso il Centro studi della Cgil, in Atti e corrispondenza 1968, b. 20, fasc. 168
Nota spese della Società immobiliare Catena incaricata della gestione del Centro studi di Ariccia (Conto preventivo e consuntivo finanziario e patrimoniale 1969), in Ufficio amministrazione, b. 6, fasc. 26
Corrispondenza con l’Inca, camere del lavoro, federazioni di categoria, comitati regionali, il Formez e la Società umanitaria per l’organizzazione e la partecipazione di quadri sindacali a corsi di formazione; elenchi di partecipanti, schede biografiche, programmi dei corsi; richieste di contributi e comunicazioni diverse per il Ministero del lavoro, in Atti e corrispondenza 1969, b. 1 fasc. 3
Quadro riassuntivo degli stipendi dell’apparato politico confederale, del personale e degli addetti alla scuola di Ariccia (Conto preventivo e consuntivo finanziario e patrimoniale 1970), in Ufficio amministrazione, b. 7, fasc. 27
Organizzazione di corsi di formazione sindacale: corrispondenza con camere del lavoro, federazioni di categoria, comitati regionali, il Centro studi e formazione sindacale di Ariccia, il Formez, l’Università di Trieste, l’Inip, la Società umanitaria, l’Afrips; circolari confederali, statistiche, relazioni; atti di convegni; convocazione di riunioni. Si segnala: “Politica di promozione dei quadri e formazione sindacale (Ariccia, 2-3 aprile 1970)”; “La formazione sindacale della Cgil. Estratti da documenti ed elaborazioni”, a cura della Sezione formazione sindacale Cgil, apr. 1970, in Atti e corrispondenza 1970, b. 2, fasc. 5
L’attività formativa nelle province: passato, limiti e prospettive 1968, 26 marzo 1970, in Atti e corrispondenza 1970, b. 2, fasc. 7
Circolare 11 giugno 1971 sui corsi unitari CGIL, CISL e UIL
Periodico «Formazione sindacale», a cura di CGIL. Sezione formazione sindacale, posseduto cumulativo in Biblioteca 1971-1974
Circolari, disposizioni organizzative e programmi per corsi di formazione sindacale; questioni relative alla gestione del Centro studi e formazione sindacale di Ariccia; note sull’uso della biblioteca; comunicazioni sui corsi di formazione per adulti; segnalazioni individuali, in Atti e corrispondenza 1973, b. 2, fasc. 6
“Estendere e qualificare l’attività di formazione in funzione delle strategie del sindacato”, documento allegato alla circolare n. 3123 del 4 febbraio 1974
Nota sulla formazione sindacale trasmessa tramite circolare il 25 novembre 1977
Prezzi soggiorno Ariccia (circolare 22 dicembre 1977)
Contratto aziendale di lavoro 1977-1978 per i lavoratori del Centro studi e formazione sindacale ; norme di funzionamento del Centro, in Archivio Centro studi, busta 524, fasc. 1316
Riepilogo consuntivo al 30 ottobre del Centro studi e formazione sindacale (Conto consuntivo finanziario e patrimoniale 1979), in Ufficio amministrazione, b. 9, fasc. 36
“Cultura e formazione sindacale per gli anni ‘80”, feb. 1983, , in Atti e corrispondenza 1983, b. 47, fasc. 13

martedì 30 agosto 2016

GUARDA I VIDEO

Le parole del sindacato - Audiovisivi per la formazione sindacale,  a cura del Dipartimento Formazione CGIL Nazionale, 1989-1990

a) L'organizzazione sindacale:  lo sviluppo storico dell'organizzazione sindacale diviso in 6 lezioni:

      1) Origini e consolidamento organizzativo (dalle origini fino al fascismo), con l'intervento di Gian Carlo Jocteau (docente di Storia contemporanea presso l'Università di Torino)







b) La contrattazione collettiva: il professor Luigi Mariucci, della Consulta giuridica della CGIL e docente all'Università di Venezia, parla di tutti gli aspetti legati alla contrattazione collettiva: 

     1) La contrattazione collettiva e il contratto collettivo di lavoro

     2) Contenuti e funzioni della contrattazione collettiva

     3) Struttura della contrattazione collettiva

     4) Rapporto tra contrattazione collettiva e legge come fonti di diritto


Formazione sindacale: come eravamo, video prodotto in occasione del primo seminario sulla formazione sindacale del dicembre 2015, a cura dell'Archivio storico CGIL nazionale

mercoledì 27 luglio 2016

Luciano Lama al Congresso del 1949

Un altro argomento che mi sono riservato di trattare e a cui ho già accennato è quello della necessità di sviluppare una buona politica di quadri nell’organizzazione. Non vorrei che i giornalisti presenti si adontassero per questa parola: politica di quadri. Cosa vuol dire secondo noi fare una buona politica di quadri? Significa facilitare l’ascesa dei quadri migliori, dei dirigenti migliori. Significa selezionare quei lavoratori che nelle lotte si dimostrano i più combattivi, i più fedeli alla causa della classe operaia e si dimostrano disposti ad affrontare maggiori sacrifici perché, si può essere certi che il quadro sindacale che esce dalla lotta, che s’improvvisa dirigente – perché questo è il fenomeno naturale che avviene – il dirigente che viene fuori dall’agitazione e dallo sciopero in un momento particolare di difficoltà, è disposto a fare dei sacrifici ed è fedele alla causa dei lavoratori. Questo dirigente è un dirigente che non tradirà. Il primo requisito dei dirigenti sindacali deve essere proprio questo: la fedeltà alla causa dei lavoratori, la certezza per i lavoratori che questo uomo potrà sbagliare, potrà commettere errori, ma non potrà tradire. Questo è l’obiettivo primo da raggiungere con una buona politica di quadri. Ma non basta.  Non basta perché i dirigenti sindacali emergono nella lotta, ma non si completano nella lotta. Per completare la preparazione dei dirigenti sindacali occorre che essi svolgano attività concreta nei Sindacati. Il dirigente sindacale non lo si fa al tavolino ma nella lotta e nell’attività sindacale. E’ necessario quindi che gli uomini che vengono fuori, come dicevo, dalla lotta, siano aiutati in modo che, svolgendo attività sindacale possano essere messi nelle condizioni di diventare veramente dei buoni dirigenti. Perché un quadro sindacale sia completo è necessario anche che esso acquisisca quelle conoscenze che l’attività di ogni giorno difficilmente gli può dare. Ecco perché sarebbe opportuno che la Confederazione del Lavoro, che le maggiori Camere del Lavoro e le maggiori Federazioni di categoria istituissero delle scuole sindacali. Non dovrebbero essere soltanto scuole nelle quali si impara la tecnica del contratto di lavoro, ecc. Queste scuole dovrebbero insegnare ai quadri sindacali la storia del movimento sindacale, le tradizioni gloriose del movimento sindacale italiano ed internazionale e dovrebbero insegnare anche una cosa che sta scritta nel primo articolo dello Statuto della Confederazione del Lavoro: l’obiettivo finale, lo scopo finale della CGIL è quello di realizzare una nuova società. Noi dobbiamo fare sì che i dirigenti sindacali sappiano queste cose, le debbono sapere in modo che non si immergano completamente nel praticismo di ogni giorno, e perdano di vista questi che sono gli obiettivi finali [...]

martedì 26 luglio 2016

Giuseppe Di Vittorio al Primo Congresso delle organizzazioni sindacali dell’Italia liberata

Permettetemi, amici e compagni, di accennare al progetto di Statuto che vi è stato presentato, e che dobbiamo discutere ed approvare in questo Congresso. In sostanza, lo Statuto traduce in norme precise i principi unitari realizzati col Patto di Roma. Lo Statuto normalizza in disposizioni precise e concrete il principio della democrazia interna sul quale è fondata la nostra Confederazione, con il diritto per tutte le minoranze di esprimersi e far valere la propria influenza in tutti gli organi dirigenti; tutte le cariche sindacali sono elettive senza nessuna eccezione; tutti hanno diritto di esprimersi e di contare per quello che effettivamente contano; al voto segreto e diretto si aggiunge il sistema della proporzionale pura in modo da garantire a tutte le minoranze di non essere in nessun caso escluse o sommerse dalla maggioranza. Lo Statuto definisce infine la struttura organizzativa orizzontale e verticale della nostra Confederazione; disciplina le norme delle organizzazioni sindacali e indica la necessità della disciplina sindacale, disciplina necessaria, non per soffocare iniziative locali, ma soprattutto per dare quel coordinamento e mantenere quell’unita di indirizzo necessari a dare maggiore forza all’azione di insieme della CGIL. 

Vorrei accennare molto brevemente ad alcune deficienze fondamentali che vi sono nel nostro movimento. La più grave, sulla quale desidero attirare la vostra attenzione, è quella dei quadri. Oltre venti anni di fascismo ci hanno lasciato il vuoto, non si è formato nessun organizzatore perché quella che il fascismo chiamava un’organizzazione sindacale era un carcere; quelli che in tale regime erano gli organizzatori, non erano per lo più che dei burocrati corrotti. Senza capaci organizzatori non possiamo progredire. Noi siamo già 1.300.000, saremo tra poco 4 milioni: non abbiamo dirigenti sufficienti per i nostri Sindacati, per le nostre Federazioni, per le nostre Camere del Lavoro. Bisogna rimediare col solo mezzo possibile: formando nuovi quadri e avendo coraggio, avendo audacia. I nuovi dirigenti, i nuovi organizzatori sindacali si possono formare attraverso l’attività, attraverso le lotte, sviluppando la vita democratica dei sindacati. Altro difetto dei nostri sindacati: quello di un certo burocratismo per cui si crede che tutte le questioni possano essere regolate con lo scambio di lettere. Il sindacato deve promuovere discussioni, assemblee, far partecipare i lavoratori alla vita sindacale, deve essere la espressione libera della massa. E’ attraverso una vita sindacale così concepita, non attraverso il burocratismo che si debbono formare e si formeranno i nuovi dirigenti. Abbiate fiducia nei giovani, spingeteli avanti! Abbiamo bisogno di nuovi dirigenti, e questi non ci possono essere forniti che dalla gioventù! La gioventù è generalmente scettica per le delusioni gravissime che essa ha sofferto nel fascismo. Dimostriamo tutta la fiducia che noi riponiamo nei nostri giovani! Un altro difetto essenziale dei nostri sindacati è l’assenza delle donne dal lavoro sindacale. Noi abbiamo una percentuale elevata di donne nei servizi, negli uffici, ma non vediamo le donne nei comitati direttivi dei sindacati, non vediamo le donne nelle commissioni esecutive delle Camere del Lavoro, delle Federazioni Nazionali, non le vediamo a questo congresso, che non è degli uomini lavoratori, ma è il congresso di tutti i lavoratori italiani, e le donne sono una parte importante dei lavoratori italiani che debbono partecipare integralmente alla vita ed alla nostra attività sindacale. Noi dobbiamo fare sempre nostre tutte le rivendicazioni dei giovani e delle donne; noi dobbiamo affermare il principio che «a uguale lavoro, uguale salario» in tutti i settori della produzione, senza differenza alcuna. 

Concludo, compagni. Noi abbiamo gettato le basi di una grande opera, abbiamo costruito un grande edificio: la nostra CGIL. Noi abbiamo la coscienza di aver dato a questa organizzazione le basi essenziali per un suo sviluppo illimitato. La nostra organizzazione è costruita sulla democrazia, sulla libertà di espressione, sul rispetto reciproco di tutte le opinioni politiche e di tutte le convinzioni religiose. Col voto segreto e diretto e col sistema proporzionale, ogni corrente, pur piccola, ha la possibilità di valere e far valere le proprie opinioni in tutti gli organi dirigenti della CGIL. Non vi è nessuna ragione onesta, nessun motivo fondato, nessun elemento obiettivo, perché una parte qualsiasi di lavoratori italiani, manuali o intellettuali, si organizzi fuori, si separi dalla CGIL. Oggi, che nella Confederazione chiunque trova garantita la propria libertà, formare altri sindacati in concorrenza con la Confederazione, quale che sia il pretesto politico, ideologico, religioso che si invochi, è un’opera di divisione ingiustificata che obbiettivamente serve i nemici del popolo e danneggia tutti i lavoratori indistintamente. Questa è la casa di tutti i lavoratori italiani. Ciascun lavoratore in casa sua si deve sentire a proprio agio. Questa è la casa di tutti, questa è la casa del lavoro. Naturalmente, come in tutte le collettività fondate sul principio della democrazia, possiamo avere in questo o quell’altro sindacato o federazione una maggioranza e delle minoranze, grandi e piccole. Niente di male: c’è qualche cosa, però, che anche su questo terreno che ci accomuna. Le maggioranze sappiano che nella CGIL non c’è posto per intolleranze e tanto meno per la tracotanza; nessuna maggioranza deve pretendere o tentare di soffocare qualsiasi minoranza. La maggioranza sappia essere fraterna e ben accetta da tutti. Le minoranze sappiano essere vigili, attive, non si scoraggino; portino il loro contributo sempre più efficace allo sviluppo della nostra organizzazione e pensino che la minoranza di oggi può essere la maggioranza di domani. 

Compagni congressisti, noi abbiamo la coscienza di aver servito una grande causa; noi concepiamo il nostro lavoro come un’alta, una nobile missione. Nessun lavoro, nessun sacrificio, nessun sforzo ci farà arretrare dal compiere fino all’ultimo il nostro dovere, assistiti dalla convinzione di servire la più elevata, la più affascinante delle cause: quella che tende a dare maggiore giustizia e maggiore benessere ai costruttori di tutte le ricchezze sociali: ai lavoratori.

La formazione sindacale in Archivio

Di formazione sindacale si parla nelle riunioni di Segreteria dell’11 febbraio 1967, 16 dicembre 1971, 27 ottobre, 12 e 19 dicembre 1972, 6 marzo, 4 giugno, 26 settembre e 29 novembre 1973, 7 novembre 1974, 5 marzo e 4 giugno 1975, i cui verbali sono consultabili on line in file digitalizzato allegato alla scheda documento.
A partire dal 1957 la Sottoclasse 02 della Classe 0 della Serie Atti e corrispondenza della Segreteria generale è dedicata agli “Organi e uffici periferici, Camere del lavoro, federazioni, ecc., Quadri e scuole sindacali”.
Con il titolario del 1967 la medesima classe risulta intestata a “Quadri, scuole e formazione sindacale”.
Dal 1957 al 1966 risultano 17 fascicoli dedicati alla formazione sindacale. Il loro numero sale a 57 dal 1967 al 1986.
197 in totale sono le circolari confederali aventi ad oggetto la formazione sindacale.
La serie circolari offre nello specifico un interessante quadro dell’organizzazione confederale ed evidenzia momenti rilevanti della sua evoluzione. Si tratta di lettere circolari ciclostilate, raccolte e rilegate in volumi, inviate, a seconda dei casi, agli uffici confederali centrali, alle sedi periferiche e a sindacati e federazioni di categoria. La funzione è quella tipica di questa specifica tipologia documentaria e in particolare prevalgono gli aspetti organizzativi, amministrativi e propagandistici: intensa è l’attività legata all’organizzazione e gestione della raccolta fondi su iniziative particolari o durante la campagna di tesseramento annuale; sempre maggiore rilevanza assumono, nel corso degli anni, le iniziative volte alla definizione e regolamentazione dei rapporti organizzativi e amministrativi con federazioni e sindacati di categoria aderenti alla Confederazione; infine largo spazio è dedicato alla promozione e organizzazione di manifestazioni, eventi e iniziative diverse nell’ambito sindacale. Emerge con evidenza la lenta ma progressiva specializzazione delle competenze amministrative e politiche dei singoli organi e l’attività di controllo da parte della direzione politica sull’operato degli uffici confederali. La rilevanza della serie è apprezzabile sia dal punto di vista contenutistico che formale attraverso l’analisi di alcuni elementi registrati in fase di schedatura quali l’indicazione dell’ufficio emanante e di quello firmatario e dei destinatari.
La documentazione, organizzata in ordine cronologico, descritta in dettaglio e corredata da indici di ricerca che ne favoriscono la documentazione è interamente consultabile on line in file digitalizzato allegato alla scheda documento.
Dal 1948 al 1991 si tengono, a livello nazionale e/o territoriale, importanti convegni e riunioni sulla formazione sindacale di cui l’Archivio CGIL conserva atti e materiali. Segnaliamo tra gli altri: ‘Convegno sulla formazione sindacale’, Ariccia 8-9 marzo 1968; ‘Convegno nazionale sulla politica di promozione dei quadri e formazione sindacale’, Ariccia 2-3 aprile 1970; ‘Convegno su Processo unitario e formazione sindacale’, Ariccia 11-12 marzo 1975; ‘Convegno sulla politica dei quadri e formazione sindacale’, Ariccia 9-10 novembre 1978 (atti anche a stampa); ‘Convegno nazionale sulla formazione’, Ariccia 3-5 ottobre 1984; ‘Corso di formazione sindacale per dirigenti stranieri’, Ariccia, 23-24 aprile 1991.
Infine l’Archivio storico CGIL nazionale conserva, in corso di riordinamento, l’Archivio del Centro studi e formazione sindacale di Ariccia.
Circa 1500 fascicoli conservati in 500 buste attestanti le attività del Centro di formazione sindacale dalla nascita allo scioglimento.
La documentazione è costituita nella maggioranza dei casi da materiale relativo ai corsi di formazione raccolto, appunto, nella serie ‘Corsi’ i cui fascicoli sono costituiti generalmente da: schede individuali di partecipazione, elenco dei partecipanti e programma del corso. A questi documenti spesso è associato il materiale didattico: pubblicazioni periodiche, stralci di monografie o di articoli, interventi di segretari e dirigenti sindacali, relazioni, appunti, schemi.
In Biblioteca sono a disposizione degli utenti volumi, monografie e periodici sulla formazione sindacale dagli anni Cinquanta ad oggi. A seguire alcuni dati generali.
Nel 1954 esce la prima dispensa della «Collana di brevi corsi», curata dall’Ufficio organizzazione confederale.
A partire dagli anni Sessanta il materiale didattico viene raggruppato in due collane: «Brevi corsi sindacali» (9 titoli tra il 1966 e il 1969) e «Formazione sindacale» (3 titoli tra il 1967 e il 1968).
Nello specifico:
«Brevi corsi sindacali»La programmazione economica (a cura di C. Pontacolone e B. Roscani, 1967); La contrattazione collettiva (giugno 1967); GGIL e Politica agraria (a cura di S. Moretti e B. Roscani, ottobre 1967); I piani di zona in agricoltura (a cura di S. Moretti e B. Roscani, marzo 1968); Sindacato, contrattazione e società (febbraio 1969); Lavoratori e ordinamento giuridico (a cura di M. Vais); Diritti sindacali e potere contrattualeGestione sindacale del collocamento e dell’accertamento previdenziale in agricolturaPer una gestione democratica del collocamento e della previdenza in agricoltura (a cura della Federbraccianti).
«Formazione sindacale»Organizzazione del lavoro nelle imprese (a cura di C. Pontacolone); Tempi e cottimi (a cura di C. Pontacolone e A. Di Gioia); L’ambiente di lavoro (a cura di G. Marri e I. Oddone).
A partire dall’estate 1971 (fino al 1974) si decide la realizzazione di una nuova pubblicazione periodica dalla titolazione evocativa «Formazione sindacale permanente».
Nel 1973 la CGIL inaugura una nuova serie di pubblicazioni dal titolo «Formazione sindacale materiali», che sostituisce la Collana di «Formazione sindacale» e la «Collana di brevi corsi».
Negli anni Ottanta vede la luce il «Bollettino CGIL» della Sezione Formazione. Dopo essere uscito poche settimane prima del Congresso del 1986, il Bollettino, che informava dell’andamento dei corsi nazionali e locali, riappare quasi tre anni dopo, nel dicembre 1988.
Sempre nel 1988 viene dato alle stampe il volume Formazione alla formazione, progetto diretto da S. Meghnagi, Centro studi e formazione Sindacale CGIL – Istituto di ricerche economiche e sociali, Ediesse, Roma 1988. Il cofanetto conteneva i seguenti sette volumi: P. Cerretti, B. Roscani, La formazione sindacale come risorsa dell’organizzazione; S. Meghnagi, Educazione degli adulti, qualificazione professionale, formazione sindacale; B. Maggi, Formazione e organizzazione; A.M. Ajello, Trasmissione ed elaborazione delle conoscenze; R. Ghiaroni, La programmazione curricolare; M. Depolo, Strategie e metodi nella gestione didattica; M. Lichtner, La valutazione delle azioni formative.
Ilaria Romeo